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qui canapa uso edileUna casa fatta di canapa

Grazie ai materiali da costruzione naturali si può sviluppare una nuova edilizia, più in sintonia con l’uomo e attenta all’ambiente.
La bio-edilizia in Italia può essere una chiave per risollevare un settore importante per il nostro Paese in un momento di difficoltà, venendo incontro alle necessità di sviluppo sostenibile.

Dall’unione di canapulo, una parte legnosa dello stelo di canapa considerata come materia di scarto, acqua e calce, nasce infatti un materiale naturale che può essere impiegato nella costruzione di muratura alla stregua del cemento, sia indipendentemente che come riempimento in una struttura di legno a travi e pilastri e può inoltre essere utilizzato in forma di mattoni e come intonaco isolante.
E’ un materiale che nella modernità ha iniziato a diffondersi nell’industria edile intorno ai primi anni ’90, ma che viene utilizzato da centinaia di anni: nel sud della Francia, gli archeologi hanno infatti ritrovato un ponte costruito con un conglomerato di calce e canapa durante il periodo Merovingio, tra il 500 ed il 751 d.C.

Il bio-composto in canapa e calce si presta ad una vasta gamma di applicazioni, incluse quelle domestiche, commerciali ed industriali: da riempitivo per muri ad isolante per tetti, passando per intonaco isolante per muri esterni ed interni, fino ad arrivare all’uso come soletta e massetto isolanti per pavimenti.

Ancora più importanti sono le proprietà di questo materiale. Innanzitutto la sua capacità di isolamento: il bio-composito elimina infatti ogni forma di ponte termico isolando completamente la struttura, inoltre le costruzioni in canapa e calce hanno dimostrato di essere a tenuta d’aria, evitando così ogni perdita di calore dall’interno. Grazie alla capacità del canapulo di assorbire elevate quantità di vapore acqueo, i muri ed i pavimenti di un edificio a canapa e calce possono ‘respirare’ assorbendo l’umidità e successivamente rilasciandola attraverso l’evaporazione. Questa caratteristica evita lo sviluppo di umidità ed il relativo deterioramento all’interno del materiale, e favorisce la riduzione del livello di umidità all’interno dell’edificio. L’effetto complessivo è un ambiente più salubre e naturale, che necessità di un minore utilizzo di riscaldamento in inverno e di raffreddamento in estate, abbattendo in questo modo le bollette energetiche. Ha inoltre ottime capacità per quanto riguarda l’isolamento acustico, di resistenza agli incendi senza l’aggiunta di sostanze tossiche ritardanti di fiamma e di protezione dalle infestazioni.
Altra importante caratteristica è la capacità della canapa di sequestrare CO2 dall’atmosfera. Parlando di bio-edilizia si potrebbe ricordare come l’edilizia tradizionale incida per il 30/40% sulle emissioni totali di CO2 e come invece tutta la filiera di produzione di calce e canapa sia carbon negative, cioè tolga più CO2 dall’ambiente di quanta ne verrebbe immessa lavorandola. Si stima che una tonnellata di canapa secca possa sequestrare 325 kg di CO2. L’università di Bath ha calcolato che al netto delle emissioni di trasporto e lavorazione, un metro quadro di muratura in canapa e calce ha sequestrato 35 chilogrammi di CO2.

Infine va ricordato che si tratta di materiali bio-degradabili, che, alla fine del loro utilizzo, possono essere riutilizzati semplicemente re-impastandoli per ricreare la giusta miscela.

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